A Viareggio, la nascita di molti stabilimenti balneari, ristoranti e caffè iniziò nel 1902, anno in cui venne inaugurato il Viale Regina Margherita.
Il nuovo sviluppo architettonico versiliese trovò un suo connubio perfetto nello stile liberty, molto in voga all’epoca e grazie all’ausilio di materiali facilmente modellabili quali il legno.
Purtroppo come tutti sanno il legno è anche materiale particolarmente fragile e gran parte delle architetture originali che adornavano gli ingressi di caffè, negozi e stabilimenti balneari sono andati perduti in un grande incendio scoppiato nel 1917.
L’opera di ricostruzione che fu immediata ed efficiente ha donato in pochi anni un nuovo volto alla Versilia, un volto forse ancora più bello.
Galileo Chini, Alfredo Belluomini ed Ugo Giusti sono solo alcuni dei più noti architetti che hanno regalato in pochi anni una Viareggio liberty e decò, una aspetto ancor oggi ben presente e facilmente riconoscibile nelle facciate di molti edifici.
Lungo il Viale Margherita ad esempio, si possono ammirare l’edificio dell’antico Cinema Savoia molto ben conservato, il vicino Cinema Teatro Eden, il fabbricato dei Magazzini Duilio 48 ricco di particolari stilistici.
Poi ecco il punto clou della passeggiata viareggina; il Gran Caffè Margherita con le sue varipinte ed orientaleggianti cupole e poi poco oltre, il Bagno Balena e molti alberghi storici del periodo quali l’Hotel Plaza, l’Hotel Liberty, il Grand Hotel Royal, il Grand Hotel Excelsior, Villa Tina e il Principe di Piemonte, tutti frutto della collaborazione fra Chini e Belluomini.
Viareggio però è anche liberty in molti edifici residenziali, quegli eleganti villini privati che si susseguono lungo tutta la costa fino a Forte dei Marmi.