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A scuola di moda a Firenze. Intervista a Linda Loppa, "dean" del Polimoda
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Osserva la città dal verde che circonda Villa Strozzi, valutandone umori e cambiamenti. Traendo ispirazione e spunti per una moda work in progress. Linda Loppa - già direttrice del Fashion Department della Royal Academy of Fine Arts di Anversa, fondatrice del Flanders Fashion Institute di Anversa, e del Fashion Museum “MoMu” - dal gennaio del 2007 è di stanza a Firenze.
Nominata dean di Polimoda, parla un italiano quasi impeccabile, ammorbidito da una lieve inflessione francofona. Belga di nascita, ha lasciato il suo paese per continuare a progettare successi dal colle pù fashion della città del giglio, quello che ospita la famosa scuola di moda. E’ da lì che studia le nuove leve del fashion business e dà vita a nuovi corsi. Scintille di un futuro sempre più vicino.
Linda Loppa, un bilancio della sua esperienza fiorentina.
Mi trovo molto bene. Sono soddisfatta e vedo risultati positivi. Cè grande fiducia, una bella energia e un bel team. Mi sento a mio agio, come se fossi qui già da tempo.
Polimoda cresce ogni anno continuando ad avere riscontri positivi. Ma il made in Florence va nella stessa direzione?
Le aziende non devono preoccuparsi. Il nostro compito è formare i professionisti che domani riusciranno a dare le risposte giuste alle esigenze odierne del sistema moda. Questa scuola forma i giovani e dà loro gli strumenti adatti per risolvere questo tipo di problematiche.
In questo contesto i mercati emergenti rappresentano una minaccia o una risorsa?
Penso che la creatività e il saper fare siano due prerogative tutte italiane. E Firenze è il posto giusto per sviluppare queste potenzialità. Concorrenza e delocalizzazione non devono far paura. Basta avere nuove idee. Bisogna capire cosa vogliono i nuovi mercati per riuscire a darglielo. In questo modo si riesce a crescere insieme. E’ come in un rapporto di coppia. Se un partner non capisce l’altro il matrimonio non funziona. Allo stesso modo, nel business, bisogna comprendere per riuscire a convivere.
Cosa cambierà per Polimoda quando entrerà in funzione la nuova sede di Villa Favard?
Villa Favard è una bellissima sfida. Ospiterà nuove aule, un archivio e la biblioteca. Ma ci vogliono ancora due anni prima che venga terminata.
Nel frattempo cosa bolle in pentola?
Nuovi progetti. Corsi che rispondano ad esigenze nuove. Molta attenzione alla comunicazione, all’international marketing, al settore della calzatura e alla pelletteria in genere. Poi fari puntati sulla lingua della moda. Per affrontare i nuovi mercati bisogna saper parlare l’idioma giusto per comunicare.
C’è ancora spazio per i giovani nella moda?
Oggi più che mai. La moda si sta appiattendo sempre di pù e per cambiare ha bisogno di gente con le idee giuste. La creatività è la carta vincente.
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QUESTO ARTICOLO:
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Autore: Ludovica Valentina Zarrilli |
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Edizione: agosto 2008 |
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Pubblicato il: 31/07/2008 |
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